Mal di schiena, bici e bikefit
Mal di schiena, bicicletta e la giusta posizione in sella sono legati a doppio filo.
Spesso, quando i ciclisti arrivano in studio Endurance Xplorers di Desenzano del Garda per il bikefit, ci raccontano di avere male alla schiena, soprattutto nella parte bassa (zona lombare).
Succede solo a pochi? No, è frequentissimo!
Quante volte ti è capitato, durante una lunga pedalata o una salita difficile, di sentire quel dolore fastidioso e persistente? E noti che scompare poco dopo essere sceso dalla sella?
Di solito, il dolore non arriva subito, ma si presenta quando spingi forte o quando fai uscite molto lunghe.
È normale soffrire così? Assolutamente no! Il dolore è un segnale che la tua bici non è regolata bene per il tuo corpo.
Le Cause del Mal di Schiena nel Ciclismo: Un Approccio Completo
Possiamo identificare diverse cause comuni che contribuiscono al dolore lombare (mal di schiena) durante la pedalata:
-
Squilibri e Deficit Muscolari: La pedalata sollecita principalmente quadricipiti e glutei. Un loro eccessivo rafforzamento, non bilanciato da un adeguato potenziamento dei muscoli del tronco e della parte bassa della schiena, può causare affaticamento e dolore.
-
scarsa mobilità e flessibilità
-
affaticamento e/o carico eccessivo: La natura ripetitiva del gesto ciclistico porta a un progressivo esaurimento muscolare. Questo affaticamento può manifestarsi come dolore in varie zone del corpo, inclusa l'area lombare.
- posizione in sella non ottimale: le cui cause possono essere un altezza sella, la distanza e l'altezza del manubrio.
L'atleta, i muscoli e caratteristiche fisiche
I muscoli che intervengono maggiormente del ciclo della pedalata sono i muscoli della catena cinetica posteriore: gli erettori spinali, il multifido, il quadrato dei lombi ed i glutei, In parte sono coinvolti anche i muscoli erettori di anca e della coscia.
Per quanto riguarda gli aspetti muscolari spesso si riscontra nei ciclisti che con dolori e/o fastidi alla schiena un accorciamento muscolare, spesso dovuto alla mancanza di allenamenti specifici ed alla posizione in bici.
Quindi, la soluzione non dipende solo dalla posizione, ma anche dalle specifiche caratteristiche fisiche dell'atleta.
La posizione influisce direttamente sull'attiivazione e sul rilassamento muscolare, ma non é l'unico aspetto da considerare perché ogni ciclista ha caratteristiche diverse.
Dimenticare questo particolare porta all'errore di credere che esista una sola posizione "giusta" in assoluto, definita da rigidi canoni (angoli di lavoro fissi, formule matematiche o metodi empirici obsoleti).
In realtà, un approccio moderno non si basa su un unico valore preciso, ma su un range di posizioni ottimali che favoriscono il comfort e la performance in base agli obiettivi dell'atleta e al periodo della stagione.
Esistono diverse teorie che sono uno l'opposto dell'altra:
- ipotesi dell'iperattivazione: Suggerisce che un'eccessiva attivazione degli estensori spinali (i muscoli che mantengono il tronco eretto) possa causare contratture e aumentare la tensione nella regione lombare, portando il ciclista a doversi fermare per eccessivo affaticamento muscolare.
- ipotesi dela deattivazione in flessione: Sostiene che l'eccessiva flessione della colonna vertebrale, tipica di alcune posizioni in sella, conduca a un rilassamento e successiva deattivazione dei muscoli erettori spinali e multifido. Questo può causare stress e affaticamento eccessivo dovuto al fatto che altre strutture (legamenti e vertebre) si ritrovano a sopportare un carico maggiore.
- dolore monolaterale: Spesso è causato da un'asimmetria nella posizione in sella (ad esempio, sella storta) o da una significativa carenza/asimmetria a livello muscolare dell'atleta.
- dolore su entrambi i lati (Bilaterale): La causa è spesso di origine muscolare (affaticamento generale, core debole) e/o legata a un'impostazione errata della posizione in bici.
In caso di dolore da una sola parte, spesso é causato dalla posizione in bici o da una carenza a livello muscolare, mentre se il dolore é bilaterale, la causa può essere di origine muscolare e/o legato alla posizione.
In sintesi
La radice del problema, sotto cui risiedono tutte queste ipotesi antitetiche, è chiara: il dolore non può essere risolto considerando la bicicletta e l'atleta come due elementi separati.
Un bikefit eseguito correttamente richiede una valutazione funzionale completa dell'atleta e un conseguente adeguamento della posizione in sella che tenga conto delle sue reali capacità fisiche.
Un bike fit ben fatto richiede una valutazione dell'atleta ed un eventuale adeguamento della posizione con la quale si presenta in studio.

Lascia il tuo commento